Il nuovo Spazio Teatrale e Culturale di

Ballast – Officine Creative nasce a Pisa, in via Giunta Pisano 14, a pochi passi da Piazza dei Miracoli, in una zona che intreccia in modo complesso storia, turismo e vita quotidiana della città. È il nuovo spazio teatrale e culturale del Teatro Nuovo di Pisa, ma prima ancora è il risultato di un bisogno condiviso: creare un luogo aperto, flessibile, attraversabile, capace di accogliere pratiche artistiche contemporanee e di diventare un punto di riferimento e di aggregazione per la cittadinanza.

Lo spazio che oggi ospita Ballast era un ex magazzino industriale di circa duecento metri quadrati. Un luogo nato per il lavoro e per la produzione, che nel tempo aveva perso la propria funzione originaria. La sua trasformazione in spazio culturale non è solo un intervento architettonico, ma un atto simbolico e politico: restituire alla città un luogo dismesso, riattivandolo attraverso la cultura, l’incontro e la partecipazione.

La ristrutturazione ha dato vita a uno spazio essenziale, volutamente non connotato in maniera rigida. Non un teatro tradizionale con una platea fissa e una scena frontale, ma un ambiente aperto e riconfigurabile, capace di adattarsi alle esigenze degli artisti, delle attività e del pubblico. Ballast è stato fortemente voluto da Carlo Scorrano, direttore del Teatro Nuovo di Pisa, insieme a tutti i collaboratori e le collaboratrici che negli anni hanno contribuito a costruire l’identità del teatro.

Ballast nasce come naturale estensione del percorso del Teatro Nuovo di Pisa, che da tempo lavora sul teatro contemporaneo, sulla nuova drammaturgia e sulla relazione tra scena e presente. Con questo nuovo spazio, il Teatro Nuovo amplia le proprie possibilità operative, dotandosi di un luogo che consente una maggiore libertà di sperimentazione, di ricerca e di apertura verso la città.

La mission di Ballast è quella di fare attività culturale e, allo stesso tempo, di essere un centro di aggregazione per la cittadinanza. Questi due aspetti sono pensati come inseparabili: la cultura non come evento isolato, ma come pratica quotidiana, come occasione di incontro, come strumento di inclusione e di crescita collettiva.

Ballast ospiterà una programmazione ampia e articolata che comprenderà teatro contemporaneo, concerti, spettacoli performativi, laboratori di alta formazione, residenze artistiche, incontri e momenti culturali di diversa natura. La pluralità delle attività non risponde a una logica di accumulo, ma alla volontà di intercettare pubblici diversi e di costruire uno spazio realmente attraversabile.

Per quanto riguarda il teatro, Ballast sarà dedicato in particolare alle realtà della scena contemporanea, con una forte attenzione alle autrici e agli autori che interrogano il presente attraverso i linguaggi della nuova drammaturgia. Saranno privilegiati progetti che lavorano su scritture sceniche innovative, su forme ibride, su modalità di relazione con il pubblico capaci di generare pensiero critico e consapevolezza.

Dal punto di vista fisico e geografico, Ballast è concepito come uno spazio mutevole. Non esiste un’architettura scenica fissa, non esiste una disposizione definitiva. Ogni evento può ridefinire lo spazio, modificare il rapporto tra chi agisce e chi osserva, riscrivere le coordinate dell’esperienza teatrale. Questa scelta nasce dal desiderio di allontanarsi dalla staticità del teatro canonico e di aprire la strada a nuove pratiche e linguaggi.

Ballast è anche un luogo di ricerca e di produzione. Le residenze artistiche avranno un ruolo centrale, offrendo agli artisti tempo, spazio e condizioni adeguate per sviluppare il proprio lavoro. Le residenze saranno pensate come processi aperti, in dialogo con il territorio e con il pubblico, favorendo momenti di restituzione e confronto.

Un’attenzione particolare sarà dedicata alla formazione. I laboratori di alta formazione saranno rivolti a giovani artisti, studenti, operatori culturali e a chiunque desideri approfondire i linguaggi delle arti performative. Ballast si propone come uno spazio di trasmissione di saperi, di scambio tra generazioni e di costruzione di percorsi professionali e artistici.

Accanto alla dimensione artistica, Ballast svilupperà iniziative a forte impatto sociale, con particolare attenzione ai temi della povertà educativa e dell’accessibilità culturale. Lo spazio ospiterà attività pensate per quella parte della società che ha minori possibilità di accesso all’offerta culturale, promuovendo progetti inclusivi, laboratori gratuiti o a basso costo, percorsi di avvicinamento al teatro e alle arti performative.

L’obiettivo è quello di abbattere le barriere economiche, sociali e culturali che spesso impediscono una partecipazione attiva alla vita culturale della città. Ballast vuole essere uno spazio accogliente, in cui la cultura diventi uno strumento di emancipazione, di crescita e di relazione, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

La posizione dello spazio, nei pressi di Piazza dei Miracoli, assume in questo senso un valore particolare. In un’area fortemente segnata dai flussi turistici, Ballast si propone come luogo di radicamento, di prossimità, di relazione con il quartiere e con chi vive la città quotidianamente. Un presidio culturale che dialoga con il territorio e che contribuisce a costruire una comunità.

Le attività del Teatro Nuovo di Pisa sono sostenute da Fondazione Pisa, Regione Toscana, Unicoop Firenze, Università di Pisa e Comune di Pisa. Questo sostegno rappresenta un elemento fondamentale per garantire continuità, qualità e accessibilità alle attività culturali. Ballast, così come il Teatro Nuovo, sarà sostenuto da Fondazione Pisa e si inserisce in una fase significativa della crescita del teatro.

Il Teatro Nuovo di Pisa è recentemente entrato nel RAT – il circuito delle Residenze Artistiche Toscane. Questo riconoscimento rafforza il ruolo del teatro all’interno del panorama regionale e rende Ballast uno spazio strategico per le attività di residenza, produzione e ospitalità artistica.

Ballast non è solo un nuovo spazio fisico, ma una visione. Il nome richiama l’idea di zavorra: un peso necessario per mantenere l’equilibrio, per affrontare il movimento e il cambiamento. Ballast vuole essere un punto di appoggio per artisti, operatori culturali e cittadini, un luogo in cui il lavoro culturale possa trovare tempo, ascolto e continuità.