Presentano

Spazio Tempo Presente

Scritture teatrali per il contemporaneo

Ballast – Officine Creative inaugura con la rassegna Spazio Tempo Presente – scritture teatrali per il contemporaneo, una programmazione dedicata alla nuova drammaturgia italiana.

La rassegna si svolgerà tra marzo e maggio 2026 e nasce come primo gesto programmatico di Ballast: una dichiarazione d’intenti che mette al centro la scrittura per la scena, il rapporto con il presente e il sostegno concreto ai percorsi artistici emergenti.

Nasce dalla collaborazione tra il Teatro Nuovo di Pisa, la Compagnia Remuda Teatro e Omissis – Osservatorio drammaturgico, un percorso di osservazione e valorizzazione della drammaturgia contemporanea italiana, promosso da Theatron 2.0.

La selezione artistica degli spettacoli di Spazio Tempo Presente è stata effettuata da Omissis tra autrici e autori under 40 maggiormente rappresentativi della scena italiana contemporanea, individuando opere che si distinguono per la capacità di interrogare il presente attraverso linguaggi innovativi.
La scelta non risponde a criteri tematici predefiniti, ma restituisce la varietà e la complessità delle voci che oggi abitano il teatro italiano, privilegiando lavori in grado di costruire un dialogo autentico con il pubblico e di aprire spazi di riflessione critica.

Gli spettacoli

La rassegna Spazio Tempo Presente prende avvio il 12 marzo con Lexicon di Eliana Rotella, della Compagnia Corpora, produzione Pallaksch.
Lo spettacolo nasce da una riflessione sul linguaggio come campo di tensione, come spazio in cui si depositano potere, memoria e identità. In scena, parola e corpo si intrecciano per mettere in crisi l’idea di un linguaggio neutro, interrogando ciò che diciamo e, soprattutto, ciò che il linguaggio ci permette – o ci impedisce – di essere. Lexicon si muove sul confine tra gesto e voce, restituendo una drammaturgia che fa del linguaggio stesso il proprio terreno di scontro.

Il 19 marzo è la volta de La più grande tragedia dell’umanità di Jacopo Giacomoni, uno spettacolo della Compagnia Malmadur, produzione Evoè.
Con uno sguardo ironico e spietato, il lavoro affronta il nostro tempo attraverso il paradosso e la disillusione, mettendo in discussione la retorica del successo, del fallimento e della realizzazione personale. La scrittura attraversa il comico e il tragico per raccontare una condizione esistenziale diffusa, in cui la responsabilità individuale si scontra con l’impotenza collettiva, restituendo un ritratto lucido e inquieto della contemporaneità.

Il 9 aprile la rassegna prosegue al Teatro Nuovo di Pisa con Affogo di Dino Lopardo, produzione Gommalacca, un lavoro intenso e diretto che indaga il tema del soffocamento emotivo, sociale e generazionale. Affogo mette in scena corpi e parole in tensione, raccontando il senso di oppressione che attraversa le vite contemporanee, schiacciate tra aspettative, urgenze e desideri irrealizzati. La drammaturgia costruisce un percorso che alterna fragilità e resistenza, dando forma a un’esperienza teatrale che colpisce per la sua urgenza e necessità.

Il 16 aprile si torna a Spazio Ballast per lo spettacolo Il principe dei sogni belli di Tobia Rossi. Una favola amara che parla di crescita e cura, di paura e responsabilità, di padri e di figli. Il racconto di un pomeriggio incandescente che procede a spirale fino a stringersi sul concetto di menzogna, inossidabile caposaldo della nostra educazione e identità.

Il 6 maggio la rassegna prosegue con Il chiasso delle cose di Federico Malvaldi, produzione Guascone Teatro in collaborazione con Remuda Teatro.
Un racconto di formazione e amicizia che attraversa più epoche, dal 1999 a oggi, seguendo le vite intrecciate di due ragazzi. Lo spettacolo indaga le distorsioni della cultura maschile contemporanea, cresciuta dentro un modello che esalta la forza, la competizione e il controllo, ma non insegna a riconoscere la paura, il dolore e la fragilità. 

A chiudere la rassegna, il 13 maggio, è Vita di San Genesio di Alessandro Paschitto, della compagnia CTRL+ALT+CANC.
Ispirandosi alla figura del santo patrono degli attori, lo spettacolo attraversa con ironia e consapevolezza il mito e il mestiere del teatro, riflettendo sulla vocazione artistica, sulla precarietà del lavoro culturale e sul senso del fare scena oggi. Tra sacro e profano, Vita di San Genesio si configura come una dichiarazione d’amore critica e appassionata al teatro, inteso come spazio di resistenza, rito collettivo e atto necessario.


Con la rassegna Spazio Tempo Presente, Ballast – Officine Creative si propone come uno spazio di incontro tra artisti e pubblico, un luogo dove la drammaturgia contemporanea può trovare ascolto, visibilità e riconoscimento. Un gesto inaugurale che traccia una direzione precisa: costruire un dialogo continuo con le scritture del presente, sostenendo chi del teatro fa strumento di indagine e trasformazione.

per info e prenotazioni: ballastofficinecreative@gmail.com

tel. +393923233535