Cosa resta della Rivoluzione Francese? Se lo chiedono con la loro scrittura affilata e ironica, Elvira Frosini e Daniele Timpano, affiancati da Marco Cavalcoli, nello spettacolo “Ottantanove” in scena al Teatro Nuovo di Pisa, Piazza della Stazione 16, sabato 16 novembre alle ore 21. Uno spettacolo pluripremiato: vincitore del Premio UBU 2022 come Miglior nuovo testo italiano e come Miglior attore a Marco Cavalcoli. Vincitore della Menzione Speciale ‘Franco Quadri’ nell’ambito del Premio Riccione 2019. Un nuovo e prestigioso appuntamento della stagione “Rivoluzioni Teatrali” prodotta da Teatro Nuovo – Binario Vivo APS con la direzione artistica di Carlo Scorrano e sostenuta da Fondazione Pisa, Soci Coop e Unicoop Firenze.

Partiamo allora da quella data, l’89: da un lato per gli autori celebrata come l’inizio della nostra società moderna ma anche punto di partenza di una serie di drammi che hanno insanguinato l’Europa. E poi ha ancora senso una idea di rivoluzione oppure è un passaggio della storia archiviato definitivamente? Frosini, Timpano e Cavalcoli rispondono dal palco raccogliendo una serie di frammenti, smontando i miti che ci sono stati trasmessi, rivelando curiosità e utilizzando una infinita quantità di materiali culturali: dalla letteratura alla storiografia, alla musica, alla canzone, al cinema, alla pubblicità – ricuciti, rielaborati ed immersi senza soluzione di continuità all’interno di un progetto drammaturgico originale.

Sulla scena gli attori-autori sono sempre in dialogo con il pubblico e in bilico tra mitologie contemporanee e culturali, topoi storici, in un gioco di scivolamenti spiazzanti che dissacrano tutte le retoriche senza fare sconti a nessuno. Dalla Marsigliese che sarebbe stata scritta non da Rouget de l’Isle, ma dall’italiano Viotti, fino alla storia d’Italia a fumetti, Vittorio Alfieri con il suo Misogallo, la delusione di Ugo Foscolo e i Francesi che derubarono l’Italia di tesori d’arte e la riempirono di parole d’oltralpe, la breve vita del calendario rivoluzionario, quello di Germinale e Termidoro che aveva sostituito le settimane con le decadi. Passato e presente, storia francese e storia italiana, modernità e postmodernità si sovrappongono sul palco in un percorso volto a mettere in crisi le nostre vite “democratiche” e l’immaginario legato al concetto di rivoluzione.

“Ottantanove” indica i passaggi cruciali della nostra storia: la Rivoluzione d’Ottobre, il 68 fino al 1989 con la caduta del muro di Berlino considerata la fine dell’epopea rivoluzionaria. Nel finale i tre attori indossano abiti e parrucche settecentesche sottolineando il ritorno negli ultimi decenni ad una condizione ormai apatica e prerivoluzionaria. “Ottantanove non vuole raccontare una storia, o la Storia – affermano Frosini e Timpano –, ma immergersi in un mito fondativo, nei materiali culturali che lo hanno prodotto e che questo ha prodotto a sua volta. La Rivoluzione francese non l’abbiamo fatta noi. Anzi. L’abbiamo in parte subita. Ma il nostro è anche uno sguardo da europei occidentali, perché nonostante tutto siamo gli eredi della Rivoluzione”.

All’evento sarà associato l’𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗮 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 organizzato da Ghost Kitchen Pisa dalle ore 19 alle 20. Per partecipare (costo 12 euro a persona), è necessario prenotare al numero 𝟯𝟰𝟲𝟯𝟲𝟯𝟯𝟮𝟬𝟭, sia telefono che Whatsapp oppure collegarsi alla pagina: https://www.teatronuovopisa.it/aperitivo-a-teatro/

Biglietteria online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/ottantanove

Botteghino aperto dalle 10 alle 13 e il giovedì dalle 16 alle 19 in Piazza Stazione 16. Biglietto intero 15 euro, convenzionati 13 euro, studenti e dipendenti Università di Pisa 10 euro. Gratis bambini/e sotto i 10 anni.

Informazioni: e-mail: biglietteria.teatronuovopisa@gmail.com telefono: 3923233535

Per partecipare agli spettacoli del Teatro Nuovo è richiesta la tessera associativa annuale di Binario Vivo (costo 3 euro).

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