Un vecchio McDonald’s di periferia. Grassi saturi, minimo salariale e tagli di carne scadenti. La vita che passa tra le mura laccate del locale è quella di giovani squattrinati dal futuro incerto e di chi a malapena arriva alla fine del mese ma vuole comunque concedersi l’illusione di un pasto fuori casa. Lea lavora lì, in mezzo alla puzza di patatine fritte e detersivi. Un’esistenza nel girone infernale della miseria umana, in cui l’unica cosa che conta è riuscire a sopravvivere e dove bene e male sembrano solo il retaggio di una lontana vita borghese: la stessa in cui Cassie era entrata con fatica e duro lavoro, riuscendo apparentemente a sfuggire da quella provincia così claustrofobica e senza futuro.
Ai comuni mortali, però, non è concesso volare troppo vicino al sole. Senza più un soldo e frustrata dalla propria incapacità di sopravvivere alla città, Cassie si ritrova a dover ripartire da zero: quale posto migliore di un vecchio McDonald’s di periferia? Magari proprio quello gestito da Lea: la ragazzina che, ai tempi delle medie, la bullizzava ogni giorno.
Hinterland racconta la storia di due donne costrette a spingere la pietra dell’esistenza lungo il pendio ripido di una società in cui la realizzazione di se stessi appare come una prerogativa di pochi eletti. L’hinterland non è solo uno spazio geografico, ma una prigione dell’anima: una condizione di vita da cui sembra impossibile uscire. Il mondo è duro e, colpo dopo colpo, rischia di sfinirti. Lea e Cassie però, superate le prime diffidenze, scopriranno insieme che in mezzo a tutta quella cloaca – ai sacrifici, gli sbagli, i soprusi – si nascondono piccole tenerezze e attimi di felicità capaci di rendere la salita più sopportabile e la vita degna di essere vissuta, nonostante tutto.
Hinterland
scritto e diretto da Federico Malvaldi
con in scena Giulia Santilli e Veronica Rivolta
costumi di Marta Montanelli
scena e luci di Federico Malvaldi
graffito di Matteo Pasquini
una produzione Remuda Teatro E.T.S.
Testo segnalato da Situazione Drammatica | Il Copione in occasione di Hystrio Festival 2025
Remuda Teatro
Re-muda: ri-cambiare, mutare ancora. Trasformarsi.
Remuda Teatro, il cui lavoro ruota intorno alla drammaturgia contemporanea, nasce dall’incontro di Federico Malvaldi, Veronica Rivolta e Marta Montanelli, trovando la sua definitiva formazione nella contaminazione con artisti come Francesca Astrei, Luca Carbone, Giulia Chiaramonte, Daniele Paoloni, Giulia Santilli e altri.
Nata nel 2022 e costituitasi l’anno seguente, ha già partecipato a numerosi festival e rassegne, tra cui il Bando Registi/e Under 35 della Biennale Teatro di Venezia, il Festival InDivenire 2024, il Festival Inventaria, il Milano OFF Fringe Festival, #PILLOLEtuttoin12minuti di Fortezza Est e Utopia del Buongusto. Inoltre, attraverso la penna di Federico Malvaldi (autore Omissis, progetto curato da Theatron 2.0, e segnalazione “Situazione Drammatica | Il copione” per Hystrio Festival 2025), ha ricevuto diversi riconoscimenti all’interno di molti concorsi di drammaturgia contemporanea come il Premio InediTO – Colline di Torino, il Cendic Segesta, il SIAD Calcante, il Premio Giuseppe Bepo Maffioli nell’ambito del GEA – Treviso Contemporary Theater Festival, il Premio PaT – Passi Teatrali per la drammaturgia contemporanea, il Premio alla pubblicazione Silvano Ambrogi e il bando di nuova drammaturgia del Teatro Stabile di Catania.
Nel 2025, infine, è tra i vincitori di Toscana Terra Accogliente.
Prestando particolare attenzione alla contaminazione artistica, Remuda vuole essere una fucina che crea e promuove progetti che tengano vivo lo spirito libero e visionario di chi ne fa parte e di chi, anche solo per un viaggio, si unirà lungo la strada.



