L’Imperativo Categorico, presentato per la prima volta a Barcellona nel 2024, ha ottenuto numerosi riconoscimenti in Spagna tra cui il Premio Butaca, il Premio Città di Barcellona per le Arti Performative, il Premio de la Crítica 2024, il Premio Time Out e nel 2025 il Premio Nazionale Spagnolo per la Letteratura Drammatica, confermando Victoria Szpunberg come una delle drammaturghe più acute del panorama contemporaneo.
La piece affronta con umorismo nero la precarietà nelle sue varie forme: insicurezza abitativa, precarietà lavorativa, insicurezza affettiva ed economica. Una precarietà diffusa anche nella classe
media che, per la generazione dei cinquantenni, tende ad essere più umiliante e difficile da accettare. La protagonista è Clara, una professoressa universitaria di filosofia che ha superato la cinquantina, separata da poco, alla ricerca di un appartamento, che si confronta con un mondo fatto di aule dove nessuno ascolta, affitti esorbitanti e vicini che mettono musica a tutto volume.
L’IMPERATIVO CATEGORICO è una tragicommedia che, con umorismo pungente e un’inquietante vena perturbante, porta l’etica kantiana nelle trincee della precarietà urbana. Victoria Szpunberg crea con maestria una voce femminile fiera e fragile ad un tempo, mescolando ironia, disperazione e lucidità in un testo acuto e incisivo che smantella il linguaggio burocratico, il cinismo accademico e la silenziosa violenza di genere della vita domestica.
Clara insegna teorie etiche, Kant principalmente, ed è in crisi. Non è riuscita ad ottenere una cattedra all’università, è una “precaria” ed è sul punto di rimanere senza casa. Inizia a soffrire di strani attacchi, sviene spesso, sente rumori persistenti, viene invasa da oscuri pensieri. Cerca un nuovo appartamento ma a causa dell’overtourism riesce soltanto a trovare stamberghe da pagare apeso d’oro. Incontra vari uomini, che a lei sembrano tutti uguali e che rappresentano altrettanti ruoli sociali rigidamente ancorati al loro dovere e al loro potere: un agente immobiliare, il preside della facoltà, lo psichiatra, il vicino di casa, un uomo incontrato su Tinder, un cameriere, un poliziotto.
La protagonista sembra precipitare in un labirinto demoralizzante, “kafkiano”, ma una scoperta casuale, un coltello da cucina straordinariamente affilato, modifica la sua bussola etica, portandola al rifiuto dell’arida sterilità della morale imposta. Quali devono essere le linee guida del suo comportamento in un ambiente sempre più ostile? Quali sono i confini etici di un sistema che permette di sopravvivere solo a scapito della miseria degli altri? L’autrice, usando un registro leggero e beffardo, pone in discussione ciò che è eticamente corretto quando i meccanismi sociali e doveri sembrano stritolarci.
Con grandi dosi di ironia, affronta temi come la subordinazione delle donne rispetto agli uomini in vari ambiti, la precarietà lavorativa, il caro affitti e la crisi abitativa, lo spaccio di cocaina, il rapporto dei docenti nei confronti degli studenti, e quello degli psichiatri con i loro pazienti.

 

L’Imperativo categorico

L’IMPERATIU CATEGÒRIC

di Victoria Szpunberg
traduzione Pino Tierno
regia Tommaso Taddei
con Rossana Gay e Tommaso Taddei
una produzione GOGMAGOG in coproduzione con Fondazione Armunia Castello Pasquini
con il sostegno di Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo e con il sostegno di
Giallo Mare Minimal Teatro

Data Evento:
24/01/2027
Orario:
18:00

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