“A mala nuttata è a figlia femmena”, recita un antico proverbio del Sud. Da questa frase nasce un viaggio tra le vite di otto donne del Sud Italia, figure reali divenute quasi leggendarie, che hanno sfidato le regole e i ruoli imposti dalla società. Una strega, madre simbolica di tutte le donne ribelli, ne evoca storie, amori, lotte e destini. Donne che non hanno voluto essere soltanto “angeli del focolare”, ma hanno scelto di pensare, amare e vivere liberamente, spesso pagando un prezzo altissimo. Prosa, canto popolare, musica e videoproiezioni si intrecciano in uno spettacolo intenso sulla libertà femminile e sulla forza della memoria.
Condizione femminile · Libertà e autodeterminazione · Stereotipi di genere · Memoria e tradizione popolare · Diritti e parità di genere
DURATA 60 MINUTI
TEATRO DI ATTORE, CANTO E MUSICA
Di Annick Emdin
Co-regia Silvia Lazzeri
Con Maria Piscopo e Irene Rametta
Produzione Binario Vivo


