LA TRAVIATA
IL MARTIRIO DI UN FIORE
Musiche di Giuseppe Verdi
Testi da Alexandre Dumas, Francesco Maria Piave
Regia e scene Massimo Marani
Direzione musicale Andrea Gottfried
Pianoforte Svetlana Huseynova
Costumi Sartoria Teatrale Bianchi Milano
Personaggi
Violetta Valéry, Alfredo Germont, Giorgio Germont, Flora
Cast Compagnia FuoriOpera
In questa nuova messa in scena de La traviata, la figura di Violetta Valéry si riscrive attraverso il simbolismo del fiore – fragile, effimero, splendido – che diventa immagine guida di tutta l’opera: non più soltanto cortigiana, non solo eroina romantica, ma fiore reciso, offerto al mondo e sacrificato nel suo pieno sbocciare.
Violetta, il cui stesso nome evoca fragranza e colore, delicatezza e transitorietà, è Margherita Gauthier, la Signora delle Camelie: fiore che non profuma, artificioso, costruito come lei per il desiderio altrui. Attorno a lei si muovono altri fiori umani: Flora, l’amica, confidente e specchio oscuro; Alfredo, che coglie il fiore dell’amore ma non sa custodirlo; Germont, giardiniere crudele che pota ciò che giudica disonorevole.
«Sarò là, tra quei fior, presso a te sempre»
Ogni atto di questa Traviata è un giardino in trasformazione:– I lieti calici infiorati del primo atto celebrano una primavera illusoria;– Il rifugio in campagna è il tentativo di rifiorire lontano dalla mondanità
parigina;– Il carnevale traveste e degrada, come i fiori che incoronano l’asino;– L’ultimo atto è una serra morente: la bellezza appassisce, il corpo cede, e Violetta è sola, senza lacrima o fiore per il suo congedo.
«Se una pudica vergine, negli anni del suo fiore…»
In questo allestimento, il fiore non è solo un elemento estetico dal valore simbolico, ma diventa protagonista di un martirio: simbolo di una femminilità che sboccia per essere colta e, così, distrutta.
La traviata – Il martirio di un fiore è una riflessione sull’amore che consuma, sulla società che recide ciò che non può controllare, e su una donna alla quale, come a un fiore, viene concesso di brillare per un tempo troppo breve.
Dulcamara Show
FuoriOpera
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